Bersagliere Pierluigi Maccanti

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  Pierluigi Maccanti  
       
 
bicicletta bersaglieri                

La bicicletta

           
               

I Bersaglieri erano ormai un Corpo ben organizzato, ammirato per la sua formazione avanzata e moderna dell’esercito italiano e il nuovo mezzo di locomozione a due ruote che l'industria aveva appena messo a punto, veniva guardato con interesse dai fanti piumati. Il Corpo dei Bersaglieri, voluto da La Marmora come una fanteria d’assalto, agile e veloce negli spostamenti, che avrebbe abbinato la facilità del tiro con la rapidità dei movimenti sul campo di battaglia,  avrebbe certamente tratto vantaggio dall’uso  della  bicicletta potenziandone la tattica di combattimento. Un giovane ufficiale dei Bersaglieri, il tenente Luigi Camillo Natali, sulla spinta delle innovazioni tecnologiche di allora, si era in particolare appassionato al nuovo mezzo di spostamento e aveva inviato allo stato maggiore, una dettagliata relazione sulle potenzialità del mezzo, che per lungo tempo non trovò  risposta. Le proposte del tenente Natali trovarono poi nel Gen. Carlo Ferraris, comandante della scuola tiro di Parma, un ascoltatore sensibile all’introduzione del nuovo mezzo. Natali, nel frattempo promosso capitano, venne incaricato di formare una prima compagnia sperimentale di Bersaglieri ciclisti  e  il 15 Marzo 1898 ebbero il loro battesimo. Per la fase iniziale  vennero scelti uomini già pratici di bicicletta, fra i migliori del dodicesimo reggimento del Corpo, dando prova convincente, sin dall'inizio, dell’estrema funzionalità del reparto. Nel 1899 la prima compagnia dei Bersaglieri ciclisti formata da Natali entusiasmò  tutti, facendo intuire l’importanza che avrebbe assunto la bicicletta nell’esercito di allora,  tanto che  Roma dette l'ordine di dar vita ad altre due compagnie, il cui comando venne affidato  al maggiore Giuseppe Cantù e nel 1924, tutti i dodici reggimenti Bersaglieri esistenti furono dotati di biciclette. Da allora la bicicletta è diventata un simbolo di questa specialità tanto da essere chiamata affettuosamente “carriola”. Aveva il pregio di essere  pieghevole per poter essere portata in spalla durante gli assalti; aveva le gomme piene e attaccato alla sua canna aveva una sacca a forma di cartella. Ne esistevano vari modelli: per fuciliere, per mitragliatore, per porta munizioni e per Ufficiali, provvista di campanello e freni a bacchetta.

 

Esercitazione di bersaglieri ciclisti. Nel 1915 la bicicletta sopperì alla deficienza di autocarri

                 
  Le immagini sono tratte da "Storia Illustrata - A. Mondadori Editore -
N. 5- maggio 1964
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La carriola